Come funziona davvero una consulenza con un designer: dal briefing alla consegna finale, passando per ricerca, strategia e produzione.
Quando consegno un progetto, mi aspetto — quasi sempre — la stessa reazione: un momento di silenzio, qualche commento sul risultato finale, e poi, quasi immancabilmente, una domanda implicita nell'aria: "C'è voluto tutto questo tempo per questo?"
Lo comprendo davvero.
Quello che il cliente vede è un logo, un sito, un'interfaccia. Quello che io vedo è tutto ciò che c'è sotto, settimane di lavoro che non si vedono, che non si toccano, ma che sono esattamente il motivo per cui quel risultato funziona. Conoscere come lavora un designer, il processo creativo che sta dietro ogni progetto, può cambiare completamente il modo in cui si vive questa collaborazione.
Proviamo a vedere cosa c'è dietro questo lavoro.
Tutto parte dal briefing che non è mai come sembra
Il briefing è il momento in cui il cliente mi racconta cosa vuole. Ma spesso quello che vuole non coincide con quello di cui ha bisogno. Non lo dico per presunzione: lo dico perché è il lavoro del designer capire la differenza. Un cliente mi dice "voglio un logo moderno". Io sento "ho un problema di percezione del brand che non so ancora definire bene". Parte tutto da lì.
Il briefing design è una conversazione, non un modulo da compilare. A volte dura un'ora, a volte torna più volte nel corso del progetto.
La ricerca: il lavoro invisibile per eccellenza
Dopo il briefing viene la parte che nessuno vede e che pochissimi capiscono: la ricerca. È qui che molti si chiedono quanto tempo ci vuole per un progetto di design e la risposta comincia proprio da questa fase.
Analizzo il settore del cliente, i suoi concorrenti, il suo pubblico. Guardo come comunicano gli altri, cosa funziona e cosa no, quali codici visivi appartengono a quel mercato e quali invece possono romperli in modo intelligente.
Leggo, esploro, accumulo riferimenti. Riempio pagine di appunti che non mostrerò mai a nessuno.
Questa fase non produce ancora niente di visibile. Ma è quella che impedisce di fare un logo uguale a quello del concorrente diretto, o un sito che parla alla persona sbagliata.
La strategia: dare una direzione a tutto
A questo punto ho abbastanza materiale per fare una cosa fondamentale: decidere.
La strategia è il momento in cui trasformo tutto ciò che ho raccolto in una direzione chiara. Qual è il posizionamento del cliente? Qual è il tono giusto? Cosa deve comunicare questo progetto, e soprattutto cosa non deve comunicare?
Nelle fasi del processo di branding, ma vale per qualsiasi progetto, la strategia è la bussola. Senza di essa si disegna alla cieca, sperando che il risultato piaccia. Con essa, ogni scelta successiva ha un perché.
Il concetto: quando il processo creativo prende forma
Solo adesso, e siamo già a buon punto nel processo creativo del designer, comincio a lavorare sul concetto creativo. L'idea centrale attorno a cui ruoterà tutto il progetto. Non è un'ispirazione che arriva sotto la doccia (anche se a volte succede). È il risultato di tutto il lavoro fatto prima.
Il concetto è la risposta creativa a un problema ben definito.
Rifinitura e produzione: le fasi del progetto grafico che fanno la differenza
Una volta validato il concetto, si entra nella fase di costruzione vera e propria.
Qui il tempo si dilata in modo che dall'esterno può sembrare inspiegabile. Perché cambiare un font, aggiustare una spaziatura, rivedere una palette di colori richiede ore?
Perché il design vive nei dettagli. Perché la differenza tra qualcosa che sembra professionale e qualcosa che lo è davvero si misura in millimetri e decisioni minuscole prese con consapevolezza. Queste fasi del progetto grafico sono spesso quelle che giustificano, agli occhi di chi non lavora nel settore, il motivo per cui il design costa tanto.
Non è solo una questione di tariffa oraria: è una questione di competenza applicata al dettaglio.
La consegna: non è la fine, è un passaggio
Consegnare un progetto non significa chiudere una pratica. Significa trasferire qualcosa, non solo file, ma anche la comprensione di come usarli, perché funzionano così, come mantenerli nel tempo. Una buona consegna è parte integrante del valore del progetto.
Ma il processo di design è davvero lineare?
No. Quasi mai.
A volte durante la produzione torno alla strategia. A volte il concetto va rivisto dopo il primo feedback. A volte una nuova ricerca apre strade che non avevo previsto.
Il processo di UX design (esperienza utente), come quello di branding o web design, è una mappa, non un percorso obbligato. Ed è questa capacità di navigarlo, di sapere quando andare avanti e quando tornare indietro, che fa parte del mestiere.
La prossima volta che guardi un progetto di design e pensi "com'è semplice", ricordati che la semplicità è la cosa più difficile da ottenere. E che dietro di essa c'è sempre qualcuno che ha fatto un sacco di lavoro perché renderlo così.
